Bruno Garilli

16 04 2010

Altre parole non ne vengono, per cominciare, se non il suo nome. Bruno Garilli. Che se ne è andato oggi, portandosi via il suo spirito inquieto e sognatore.

Un attore e un regista di immenso talento, l’uomo per il quale nel teatro non c’erano mezze vie, mezze misure: se eri bravo, se avevi la stoffa, potevi recitare. Altrimenti, meglio fare altro. Niente compromessi, perchè il teatro era sacro. Niente compromessi mai, nemmeno quando, negli anni ’50 e ’60, ebbe più volte l’occasione di divenire celebre: prima la richiesta di un giovane e scanzonato Mastroianni, che voleva lo seguisse a Roma, poi gli inviti dello Stabile di Trieste, poi gli spettacoli per la Rai e i ruoli nel cinema, collaborando con artisti come Eleonora Rossi Drago e Florestano Vancini. Ma Mantova era la sua terra: con la sua officina ereditata dal padre e quel teatro Minimo che aveva il suo volto, il suo cuore e le sue mani, quel teatro dove portare in scena lavori spesso all’avanguardia, unico in Italia ad affrontare testi e correnti letterarie più consone al sofisticato ambiente culturale di una metropoli che alla piccola provincia. E qui, spesso, ancora l’attenzione dei grandi quotidiani, a portarlo vicino ad una possibile ribalta: ma non è la fama ciò che serve ad un attore, ad un attore serve il cuore, e poi la tecnica, e tanto talento. E il sacrificio, perchè bisogna volerlo, esserne disposti, e non dimenticarlo mai. Artista dentro, mai per posa, con il cuore volante tra dipinti e copioni, con i capelli bianchi e una fotografia nella valigetta: quella di un giovane bellissimo, dall’aria spavalda, vestito da marinaio sotto le luci di un palcoscenico.

Quelle che oggi non si sono spente, perchè i mille volti e i mille ruoli di Bruno Garilli sono parte di molti di noi, insieme ai suoi moniti, all’aria burbera, all’occhio scrutatore da sopra l’immancabile dolcevita nero.

Andrà in scena tra pochi giorni l’ultimo spettacolo con la sua regia. “Resistenza, uomini e donne nella bufera” tratto dal lavoro di Gilberto Cavicchioli e patrocinato dal Comune di Mantova. Ci teneva molto, Bruno, perchè parlava di guerra dando un giusto tributo ad eroi semplici e inconsapevoli di esserlo.

Lui, che ragionava fin troppo, sapeva che la guerra spesso la combatti con te stesso, lungo tutta un vita, tra passioni, doveri, ragione, istinto.

Anche sotto i fari di un palcoscenico.

Emily Pigozzi

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BEPPE COSTA al Caffè Modì

3 02 2010

Per gli appassionati ed i curiosi, un imperdibile evento, quello con Beppe Costa, al Caffè Modì di Mantova. L’autore siciliano, residente da tempo a Roma, non veniva al nord da anni, e lo fa ora per una breve tourné che toccherà, oltre a Mantova, le province di Verona, Brescia, Milano e Parma. Sarà a Mantova domenica 7 dicembre alle ore 19:00. Dopo una lunga carriera che lo ha portato a pubblicare libri di poesia, romanzi, a vincere il premio Alfonso Gatto, pubblicare numerosi autori con la sua Pellicanolibri, collaborare con tantissimi nomi noti della letteratura, passando per Arrabal e Jodorowsky, arrivando ad Adele Cambria, Alberto Moravia, Dario Bellezza, a tanti altri ancora, e dopo le battaglie per la Legge Bacchelli, Beppe Costa presenta ora il suo ultimo spettacolo di poesia, un doppio spettacolo “Anche ora che la luna” di cui è già uscito un CD realizzato col pianista Giovanni Renzo e che è in procinto di diventare un libro, e “Di me, di altri ancora”.

Siete tutti invitati a farci visita.





NOTIZIa: La “Casa della Poesia” di Baronissi sull’orlo del collasso chiede aiuto. Rispondete all’appello, diamo tutti una mano

12 11 2009

Cari amici, vi lascio qui sotto una lettera dei fondatori delle “Casa della poesia”, un luogo unico e di grande valore per la poesia e per la cultura in generale. Sarebbe un vero peccato, per l’Italia, e per il mondo perderlo.

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“Cari amici di Casa della Poesia,

le notizie che dobbiamo darvi continuano a non essere piacevoli. Pur svolgendo in questi mesi un’intensa attività in tante città italiane e all’estero, pur avendo raccolto grandi successi ed entusiasmi per le ultime cose organizzate (Napolipoesia nel Parco, Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, Verso Sud a Reggio Calabria, gli Incontri dedicati al Centenario di Alfonso Gatto, gli incontri in “Letture senza confini”, i tour italiani di Jack Hirschman, di Paul Polansky, di Maram al-Masri, ecc. ecc.) la situazione della struttura fisica di Casa della poesia rimane problematica e ancora a rischio di chiusura o trasferimento.

Come sapete ormai da tempo a questa crescita continua del progetto e della considerazione internazionale di cui gode, agli impegni sul territorio nazionale e all’estero, corrispondono problemi di natura finanziaria e di relazioni con gli enti pubblici locali che mettono in grave difficoltà la struttura proprio nel nostro territorio. Dobbiamo quindi segnalarvi di nuovo e con forza il pericolo imminente. È davvero a rischio la stessa esistenza di Casa della poesia!

Ricordiamo che il 2008 è stato l’anno dell’apertura della “Casa dei Poeti”, la struttura residenziale di Casa della poesia che rende la nostra organizzazione unica probabilmente non solo a livello nazionale, ma forse a livello internazionale. E ricordiamo anche che il prossimo anno, 2010, Casa della poesia realizza il quindicesimo anno di attività, un traguardo importante, straordinario per una struttura indipendente.

Torniamo a dare i numeri di quella che ci ostiniamo a considerare una straordinaria impresa: quattordici anni di intensa attività, circa 40 grandi eventi realizzati in varie città (Napoli, Salerno, Baronissi, Reggio Calabria, Pistoia, Trieste, Sarajevo, Potenza, Benevento, ecc. ecc.), incontri, progetti, seminari, in tante città italiane e all’estero, collaborazioni con Ministeri ed enti culturali di tanti paesi europei ed extraeuropei, circa 400 passaggi di poeti di ogni parte del mondo, una bella biblioteca internazionale, una mediateca, un archivio audio (“Le voci della poesia”) tra i più ampi e vasti del mondo, laboratori di produzione audio e video.

E come già detto l’apertura di una casa-alloggio per poeti che fa di Casa della poesia, nell’insieme delle sue attività, una struttura forse unica al mondo per complessità, approcci, aree di intervento e sviluppo. **Casa della poesia è un’impresa culturale riconosciuta e riconoscibile a livello internazionale, apprezzata e presa ad esempio, con relazioni internazionali di livello altissimo (Università, Ministeri, Ambasciate, Istituti di cultura, Associazioni, Enti pubblici, Case della poesia, ecc.).
Facciamo appello ad amministratori, uomini politici, imprenditori, disponibili a “leggere” i risultati e la qualità dei progetti di Casa della poesia e ad impedire un ulteriore impoverimento culturale del nostro territorio. **Intanto noi proviamo a proseguire le nostre attività (ma non sappiamo ancora per quanto), insieme a coloro che in questi anni sono stati protagonisti (i poeti) e testimoni (gli amici di CdP) del nostro lavoro, con la speranza di non dover rinunciare e trasferire tutto il patrimonio di lavoro, relazioni, contatti, materiali, conoscenze e competenze, in altri ambiti e territori.

Chiediamo a tutti gli amici, i giornalisti, gli uomini di buona volontà, di essere parte attiva in questa operazione di r/esistenza per tenere in vita una struttura che per 14 anni ha dato spazio e voce ad una cultura dell’impegno, della partecipazione, della solidarietà, dell’incontro. Siamo certi di poter contare sul vostro aiuto (articoli, interviste, segnalazioni, ecc.) e di ricambiare continuando a proporre progetti e la grande poesia internazionale.

Aspettiamo un vostro cenno e intanto, un caro saluto, Raffaella Marzano & Sergio Iagulli Info: 089/951621 – 089/953869 – 347/6275911″.





14 07 2009





IL RUMORE DEGLI OCCHI: Sberequeck secondo Grazia Maria Scardaci

9 06 2009

L’immaginario di un bambino passa e attraversa immense distese, in pensieri e concretezza; corre sopra la possibilità d’ogni uomo di poter vedere o solo intuire i confini della fantasia.
Quest’ultima per definizione senza limiti.
Sberequeck è un verso che diventa parola: è il linguaggio giocondo che diventa misura della sofferenza di un bambino, è urlo, è ricerca d’attenzione del mondo adulto, di quello genitoriale, è esorcismo alla paura. Così mentre…

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IL RUMORE DEGLI OCCHI: recensione di Antonio Bianchetti

13 05 2009

“Il rumore degli occhi” (Creativa Edizioni), è il bellissimo libro della “Confraternita dell’uva”, un gruppo di giovanissimi scrittori sparsi tra le provincie di Brescia, Mantova, Modena e Como (nel dettaglio: Luca Artioli, Sara Bellingeri, Roberta De Tomi, Andrea Garbin, Lorenzo Mari, Marco Marcheselli e Massimo Baraldi). Il libro è una raccolta di racconti che incentra le tematiche sul variegato mondo dell’infanzia, sulle mille sfaccettature che…

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