Il mondo di Alceo

10 10 2009

Poltronieri2

 

Sguardi sognanti. Mani tese, nervose, delicate. Nuvole in crescendo. Colori. E’ questo il volto che Alceo Poltronieri scelse di mostrare al mondo: nei suoi quadri, tutto il suo universo onirico, tutto ciò che -forse- non voleva confessare. Nè confessarsi. Quadri dallo stile  riconoscibile, che i critici non sono riusciti a incanalare in una sola corrente pittorica: è stato definito per comodità un naif, Alceo, ma il suo mondo è assai più raffinato, vasto e personale. Come la sua poesia, rimasta nascosta nei suoi cassetti confusi e ora fatta riemergere per mano dei suoi amici di sempre: quelli del Teatro Minimo di Mantova.

In testa Bruno Garilli, suo mentore e amico di una vita intera, custode di gran parte delle sue opere: per voce del suo gruppo, sabato 10, giovedì 15 e sabato 17 alle ore 21.15, e domenica 11 e domenica 18 ottobre alle 16.30, presso il teatrino di via Gradaro a Mantova si svelerà un’altra parte  non meno straordinaria del genio artistico di Poltronieri: appunto,la poesia.

Svariati componimenti scritti a cavallo degli anni ’50 e ’60 eppure travolgenti per la loro modernità e la forza emozionale di un linguaggio assolutamente unico: la visione del dolore, della follia, della passione, del sesso in un crescendo di liriche scandite da più voci, e accompagnate dalla musica d’organo composta dallo stesso Alceo: un altro talento del pittore mantovano, assolutamente sorprendente se si pensa al fatto che Alceo non conosceva la musica e componeva a orecchio incidendo in estemporanea su nastro. Proprio per il teatro Minimo, in particolare per “Amico sciacallo” di Bordon, spettacolo portato in scena dal gruppo negli anni ’80, Poltronieri creò musiche intense e struggenti,  che oggi si rivelano perfette per accompagnare i suoi scritti.

La serata vuole essere un omaggio all’artista, scomparso nel 1995, e alla poliedria del suo talento: un’ occasione per gli amanti di varie forme d’arte di poter conoscere un personaggio strordinario e il suo vasto, immenso mondo.

(Emily Pigozzi)

Divagazioni

I misteri tecnici

oppure le scissioni di concetto

sono frammenti di morte.

Il fotografo,

le rose,

la fornicazione nelle cosce,

sono acquisti particolari e frammenti

di questa morte.

Tutto. Tutto viene appeso a fili:

gli occhi, gli angeli canterini, le catene di bicicletta.

Perchè sono frammenti di questa morte.

Anima chimica.

Anima puramente chimica.

(Alceo Poltronieri)

www.teatrominimodimantova.it





L’ultima notte di Nebbia, un fantasy tra “strie”, magia e “fumana”…

7 08 2009
La copertina del libro di Luca Marchesi

La copertina del libro di Luca Marchesi

Una Bassa Modenese che si tinge di colori brumosi e di un mistero carico di magia. È quella che funge da sfondo de “L’ultima notte di nebbia-  Il mostro e le streghe della Bassa” (Leone editore),  opera prima dell’autore medollese Luca Marchesi. Una laurea in Lettere Moderne, giornalista e addetto stampa presso enti pubblici,  Luca esordisce con un romanzo fantasy, le cui atmosfere riecheggiano quelle delle opere dello scrittore finalese Giuseppe Pederiali.
Protagonista de “L’ultima notte di nebbia” è Francesco un bambino dei nostri giorni, che si divide tra la Playstation, Dragon Ball e gli straordinari poteri, ereditati dalla nonna Noemia, la strega più potente della Bassa. Con questi poteri e insieme ad altri tre cavalieri, la fidanzatina e provetta karateka Daniela, il maresciallo dei carabinieri, Milano, e a Paola, cartomante, nonché donna bellissima oggetto del vituperio dei compaesani per il singolare stile di vita condotto, Francesco dovrà affrontare il Ciribecco, creatura responsabile del rapimento di diverse ragazze, tra cui Marina. Questo essere si muove con la nebbia,con cui punta a invadere la Bassa e poi il mondo intero. Ma dovrà vedersela con la squadra dei quattro cavalieri, capitanata da Noemia.
Il romanzo è destinato a ragazzi, ma anche ad adulti appassionati del genere e a coloro che abbiano voglia di immergersi in un racconto intrigante e ben costruito. La narrazione è scorrevole, semplice,  ma allo stesso tempo ricca dal punto di vista linguistico. Non mancano termini dialettali che danno all’opera una caratterizzazione tutta modenese. E modenesi, nella fattispecie della Bassa, sono i luoghi descritti, così come l’autore sa restituire sapientemente la dimensione di una realtà provinciale, attraverso l’inserimento dei tipici personaggi di paese dediti al gossip e a pregiudizi legati a una mentalità ristretta.
Non mancano momenti divertenti che fanno sorridere il lettore, come non manca qualche piccolo brivido e alcuni momenti di suspence.
C’è poi Francesco, un bambino dei giorni nostri, alle prese con qualcosa di arcaico, ben più grande di lui. Il Ciribecco, essere amorfo e temibile, rappresenta le sue, ma anche le nostre paure.  E’ “l’uomo nero” della leggenda che s’introduce nella stanza per sottrarre il bambino dal proprio letto. Per il piccolo protagonista della vicenda, sconfiggerlo significa vincere i propri timori.  Significa crescere.
Il volume è il primo di una serie che vede al centro della vicenda Francesco, piccolo mago alle prese con la lotta contro il Male, che vuole impadronirsi della Bassa.

(Roberta DeTomi)





Il 18° vampiro – Claudio Vergnani

19 06 2009

Scordiamoci Bela Lugosi. Scordiamoci il vampiro impomatato e vestito con un’eleganza ineccepibile.  Il non-morto assettato di sangue di Claudio Vergnani, autore modenese al suo esordio per la casa editrice Gargoyle Books, non ha nulla a che fare con quello ormai radicato nell’immaginario collettivo. Né tantomento con la visione new-romantic della stravenduta Stephanie Meyer.  Il vampiro do Vergnani è uno zombie assettato di sangue, su cui la morte ha impresso la propria impronta. E’ un essere condannato alla sete bruciate del liquido mortale, di cui l’autore sa restituire la sofferenza. Qui non ci sono solo morsi sul collo, ma momenti terrificanti, in cui il lettore non può che rabbrividire.
Il gruppo degli ammazzavampiri non è costituito da super eroi in calzamaglia, ma da persone che vivono sulla propria pelle un orrore, placato da sonniferi e tranquillanti.  La narrazione li accompagna, forte, intensa, mai superficiale.
L’incubo del vampiro ritorna costantemente, è fonte di paure, che tuttavia cozzano contro il muro della necessità: la sconfitta del male. Ma alla fine resta il grande dilemma: i vampiri sono veramente il male? E gli ammazzavampiri, non sono forse i sovvertitori di un ordine voluto dalla natura? Quello che l’uomo vede come male, può essere il frutto di una concezione di se stesso falsata, per cui lui si percepisce come bene? No, la natura umana non racchiude mai, completamente il bene…





Reading della Confraternita a Mantova

26 05 2009

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Sabato 23 maggio nella sala delle Capriate a Mantova è stata presentata da Marina Di Pellegrini per la omonima libreria l’antologia di racconti ‘Il rumore degli occhi’, opera prima de La Confraternita dell’Uva.
Estratti dei nove racconti sono stati letti dagli attori Walter Delcomune ed Emily Pigozzi, quest’ultima anche nuovo arrivo in Confraternita.
Gli autori sono stati intervistati e hanno commentato l’opera assieme alla giornalista e scrittrice Carolina Giorgi.
Nonostante l’evento sia stato completamente ignorato dal Principale Quotidiano Locale (o forse proprio per questo) il pubblico presente in sala era numeroso, coinvolto e interessato; molto apprezzati sono stati gli interventi finali dei rappresentanti di Emergency e Amnesty, che hanno portato il loro contributo ai temi trattati nella raccolta. Un video sui bambini soldato, realizzato da Luca Artioli ha concluso l’incontro e il gruppo si è dato appuntamento per il prossimo autunno, quando ha in programma una giornata di solidarietà con le suddette associazioni.
Il supporto tecnico audio-video è stato assicurato dall’altro recente acquisto della Confraternita, Giovanni Mauro, qui in veste di sound engineer assieme a Raffaele Fiorillo.
Il tutto su Youtube.  (www.youtube.com/confraternitadelluva)





Tour di presentazione dell’antologia IL RUMORE DEGLI OCCHI

18 02 2009

La Casa Editrice EDIZIONI CREATIVA

comunica l’uscita de

“Nove racconti che narrano l’infanzia attraverso i campi rom, l’esperienza dei bambini soldato, la malattia, l’abuso e lo sfruttamento, il dramma delle mine antiuomo. Questo libro è un insieme di voci diverse tra loro, accomunate dal desiderio di mettere in luce alcuni aspetti sociali che possono segnare la crescita dei più giovani. Storie di infanzie sbagliate, scritte per non dimenticare che proprio negli occhi dei piccoli protagonisti possiamo leggere il nostro presente. E il nostro futuro.”

Reperibile in tutte le librerie, su www.ibs.it , e sul sito www.edizionicreativa.it

Venerdì 27 Febbraio alle ore 21:15
Circoscrizione n°6 in via Grandi, a Como
Antonio Bianchetti, presidente del Gruppo Letterario Acarya
presenta con gli autori
Luca Artioli, Massimo Baraldi, Andrea Garbin,
Sara Bellingeri e Roberta De Tomi.

Domenica 15 marzo alle ore 16:00
presso la Sala GrandA del Palazzo Municipale, a Mirandola (MO)
Giacomo Gibertoni, docente dell’Università di Bologna
introduce gli autori
Luca Artioli, Massimo Baraldi, Andrea Garbin,
Sara Bellingeri, Roberta De Tomi e Marco Marcheselli.
L’evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Mirandola
in collaborazione con la Biblioteca Garbin
e rientra nel programma della manifestazione
PERCORSI DI LETTURA.





Dalla Plaquette “Cuore al Metronomo”

20 12 2007

Che sorriso inatteso
nacque prima sotto le costole
e poi nel pulsare delle labbra,
senza ardore o dedica,
dove la piazza rugliava
i prometeici sforzi del turista.

Era settembre nitido
illanguidivano i riflessi,
il tavolino del Café
che accoglieva i suoi rimandi
nell’eburneo delle unghie,
accanto alla tazzina.

Il momento, l’assenza
di spiegazioni al tatto,
dimenticare le parole
per un gesto di commiato,
e la sera e i giochi delle luci
i suoi occhi che chiedevano
nuovi “ancora”…

(“L’incontro” by Luke Fante)