Il rumore degli occhi: un reading musicale approda a San Possidonio

2 11 2010

Un pianoforte. Luci che si accendono. Ed ecco che sulla scena sfilano i piccoli protagonisti de Il rumore degli occhi. I bambini cui gli adulti-bau bau vogliono rubare l’infanzia. Gli angeli cui niente e nessuno potrà mai strappare le ali, grazie alle quali possono volare verso cieli che noi adulti non possiamo nemmeno immaginare.
Le vicende narrate nell’antologia prenderanno corpo e anima sul palco del Teatro Varini, sabato 13 novembre, dalle ore 21, a San Possidonio (Modena).
Emily Pigozzi leggerà frammenti scelti dei nove racconti che compongono il volume. Brani che saranno legati tra loro da azioni, creando una vera e propria partitura scenica, cui si intrecciano le musiche composte ed eseguite da Ingrid Baraldi, che sta dando e darà un prezioso contributo creativo alla realizzazione del reading.
Un evento che nasce per emozionare,
per sensibilizzare i lettori e gli spettatori su temi crudi, fornendo uno spunto di riflessione sul versante dei diritti dei più piccoli, a essere amati, protetti e rispettati. Un invito a non apporre con violenza un’impronta sul candore di neve dei loro piccoli cuori. E magari, spruzzando la polvere di Trilly, l’auspicio a ritrovare ciò che di infantile c’è dentro di noi, per vedere lati dimenticati o obnubilati della vita.
La magia, la fantasia, le piccole cose, che fanno sorridere e sognare.

Roberta D.T.

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2 responses

24 11 2010
Roberto

Ebbene posso dire “Io c’ero!”
Il palco con pochi accorgimenti, una luce timida e invadente ma con i loro movimentiaggraziati le scrittrici/lettrici/autrici hanno deliziato tutti i presenti.
Letture per niente leggere ma affrontate con uno spirito che ti fa riflettere.
E la musica, il tocco finale
Sicuramente si sarò anche al prossimo spettacolo…

23 12 2010
enrico dignani

Natale 2010

Natale,
santo ricorrere ricorrente
nella ricorrenza
nel misterioso frattale
dove il possibile
sembra magico
e lo stupore è vitale.
Nella spirale tempo
delle cento dozzine
cento luci
cento sfere
cento volte la festa:
prima dell’adDio.
Intermittente cromatica
artificiale allegria nell’essere
dei participi:
lo stato festeggia l’essente,
fa l’albero della gioia,
lo rinnova con cose
che parlano di noi:
ci appendo
questo linguaggio inusuale
poco natalizio,ma prevedo
con santo sdegno pochi baci,
me li fo bastare,
i comunisti se li fanno bastare,
l’autosufficiente torre
dello spirito
è educata dal bonario
santo bastone del Natale
ad avere pazienza.
La gaudente eroticaleggiante
compostezza natalizia, vola scintillante
nella tradizione
nei televisori nei supermercati
nei frattali di Mandelbrot
e nel mondo quasi facile di internet
bello e affollato di auguri.
Angelo santo stammi vicino
dammi la mano che sono piccino.

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