LA LIBERTÀ È UNA BUGIA: intervista a JOHN TRUDELL

18 11 2008

john_trudellQuando Giulio Bianchi, organizzatore della rassegna “Musica in Collina” mi ha chiesto di intervistare John Trudell in occasione del suo concerto olgiatese non sapevo che cosa dire: un artista di origine Sioux con una storia drammatica alle spalle che grazie alla propria Arte è riuscito a risorgere e a ricomporre una vita spezzata. Un artista il cui percorso musicale è stato seguito inizialmente da Jackson Browne, e sul quale è ora la bellissima Angelina Jolie ad aver deciso di investire. Un artista che ammiro profondamente. Che altro potevo fare? Ho accettato. Mancano circa tre ore all’inizio del concerto quando John Trudell mi raggiunge in platea; appare subito estremamente solare e disponibile, con una timidezza di fondo che è bilanciata da un grande senso dell’umorismo. Quella che segue è la nostra conversazione.

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3 responses

20 11 2008
saryblu

Ciao Massimo, complimenti per l’intervista! Sei riucito a ricreare l’atmosfera, sembrava davvero di essere lì con lui a parlare. Poesie, musica, pensieri sinceri e mai autoreferenziali…di sicuro interessante anche per chi non conosce John Trudell.
Da parte mia considero l’intervista uno dei canali giornalistici – e non solo – più belli e quando è fatta bene emerge la persona più che il personaggio. Io sono sempre molto felice di farne, anche nelle giornate più dense di impegni… Ho avuto la fortuna, infatti, di incontrare persone estremamente interessanti, che ho ascoltato con grande piacere. La faticaccia consiste poi nel riuscire a restituire il peso giusto di ogni parola senza fare a pugni con la sintassi. Ma anche qui risiede il fascino di questi incontri immortalati sulla pagina.
Un grazie in veste di lettrice, dunque! 🙂
Un abbraccio e a presto.
Sara

22 11 2008
Massimo

Ciao Sara! Grazie!
Quella a Trudell è stata la mia prima intervista e, non sapendo come costruirla, ho deciso di fare a modo mio, limitandomi a chiedere ciò che più mi interessava. Lui non è un personaggio facile: una domanda sbagliata può bastare a fargli passare la voglia di star lì a perder tempo… atteggiamento comprensibile, se si pensa che solitamente l’intervistatore di turno parte invariabilmente con la ricostruzione della terribile tragedia di cui fu vittima.
Hai ragione, riguardo le interviste… aver la possibilità di sedersi ad ascoltare le storie di certe persone è una vera gioia. Nonché un grande privilegio!

23 11 2008
andyfante

questa mi mancava,
non l’avevo ancora letta,
ma io non sono un grande esperto di interviste
ho iniziato da poco a sbobinare,

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