incontro con Jack Hirschman – sabato 21 giugno – Montichiari (BS)

14 06 2008

Dopo che Elisa Biagini è stata nostra ospite al Galeter, ci apprestiamo a presentare quello che sarà l’ultimo nostro evento letterario della stagione. Questo non vuol dire che non accadrà più nulla fino al prossimo autunno, il Galeter infatti continuerà a proporre le sue mostre d’arte, ogni tanto ci sarà qualche serata in musica, qualche lettura, anzi se volete proporvi per promuovere un vostro libro è sufficiente che mi contattiate.
Per l’appuntamento conclusivo di sabato 21, alle ore 19:00 abbiamo l’immenso piacere di ospitare due grande voci della poesia mondiale: AGNETA FALK e JACK HIRSCHMAN. Ora non voglio farvi uno sproloquio, su Jack soprattutto, sulla sua biografia e bibliografia. Ci vorrebbe un libro intero per parlarne in maniera soddisfacente.
Il nostro Massimo Baraldi ha conosciuto Jack alcuni anni fa, e in un certo modo, si potrebbe dire grazie a Maiakowskij. Aveva infatti organizzato un evento per Jack e dovendolo prelevare in stazione gli chiese come avrebbero potuto riconoscersi. Non si sa bene come ma le parole li portarono all’autore russo e così stabilirono che Max si sarebbe presentato con un suo libro in mano e Jack con una sua spilla. Jack rimase stupito nel vedere quel libro. Lo aveva cercato a lungo e per averlo gli avevano chiesto delle cifre esorbitanti. Durante la serata fu spesso scoperto ad osservarlo. Se non conoscete Jack Hirschman, vi posso dire che è nato nel Bronxs nel lontano 1933, che iniziò a scrivere molto presto e che inviò alcuni suoi racconti ad Ernest Hemingway, il quale gli rispose con una lettera che inseguito divenne alquanto famosa, la “lettera ad un giovane scrittore” che poi fini pubblicata sul Times. Jack è solito venire in Italia ogni anno e vagare da un festival di poesia all’altro, ma prima ancora di essere poeta è stato professore universitario. Insegnava all’UCLA di Los Angeles, dove aveva tra i suoi studenti gli ancora acerbi Jim Morrison e Gary Gatch. Negli anni sessanta ebbe inizio la guerra nel Vietnam. In quel periodo Jack si trovava in Europa grazie ad una borsa di studio. Al suo ritorno iniziò a dare ai suoi studenti il massimo dei voti per impedire che venissero chiamati in guerra. Questo suo atteggiamento gli costò la cattedra, ma spinse il suo nome in quel gruppo di autori della beat generation cui fanno parte Gregory Corso e Bob Kaufman. Ma Jack era anche amico di Allen Ginsberg e di Bukowski, e non voglio immaginare quali stupidaggini abbiano fatto insieme quei tre. Massimo Baraldi e Jack si incontrano nuovamente in Italia, a Chiari, dove viene presentato “One for the road” qui Jack ha scritto la prefazione. Sembra che per giungere in tempo Jack abbia invitato l’autista di un taxi a correre a folle velocità. Di Jack si può dire che abbia tradotto quasi tutti i grandi del ‘900. Mi vengono in mente Pasolini, Neruda, Majakowskij, ma anche Dalton, Mallarmè, Celan, Artaud e tanti altri. Nella sua lunga carriera Jack ha pubblicato più di 80 libri di poesia e recentemente è uscito per Multimedia Edizioni un volume di 1000 pagine che contiene l’intero corpus degli Arcani.

Se tutto questo non vi basta, allora vi lascio alcuni versi estratti dall’arcano Quntzeros:

Scagliare una chiave inglese
nella totale
mobilitazione della macchina dell’Impero”

“entrare in questa stanza con un folto tappeto,
slacciare la cintura dai
tuoi fianchi religiosi”

“O lingua di petrolio fra le cosce
violate dell’Iraq la cui bocca spalancata
è Israele che lecca il calcio del fucile dell’America
mentre la pornofonia
della Palestina stuprata da tutti e tre
risuona attraverso il muro le grida di sborra
e saliva in lascivia mischiata.”

“Eccezionale America!
America l’Eccezione
ora chiede di essere regola
e righello
calato sul palmo aperto del genere umano”

“Noi non vogliamo che tu faccia la guerra
mai più da nessuna parte sulla terra.
Se lo farai fermeremo te e le tue
armi di distruzione di massa
senza che si spari neanche un colpo.
Noi siamo la maggioranza. Tu sei un ragazzino indisciplinato.
Vai nell’angolo e impara la lezione”

(Andrea Garbin)

Annunci

Azioni

Information

3 responses

14 10 2008
Natàlia Castaldi

I tuoi versi sono eleganti seppur taglienti.
ti lascio i miei, pensavo più o meno le stesse cose.

kamikaze – Palestina libera.

Stringhe di dolore annodano l’olfatto
d’un caffè bruciato nel vapore d’un mattino uggioso.
Ricarichi le ossa nella tosse d’una sigaretta
che spezza anelli di fumosa esitazione e paura.
Avvolto nel giubbotto logoro di anni e sogni
ti accompagni all’odore del letto vuoto
sul sedile d’un metrò.
Ti giri di scatto nel presagio di un nulla
vuoto del ricordo:
negli occhi danzano le lettere d’una stazione
senza ritorno
sbiadite nel sudore d’un biglietto accartocciato tra le mani.
Rimbocchi il colletto
mentre il freddo ti scorre nelle vene,
arriverà il silenzio
violento nel rapido finire.
Non baratti la ragione con la vita,
chiudi gli occhi sul suo sguardo di tizzone
ed è un addio
per una causa senza stato né nome.

15 10 2008
andyfante

ciao Natàlia,
versi di Jack, intendi vero?
io ho solo firmato il post.
Comunque belli anche i tuoi di versi.
Qui si sta provando a organizzare ancora qualcosa con Jack, ma mi pare di capire che tu sei un po’ lontana…

Andrea Garbin.

15 10 2008
Natàlia

si rileggendo ho capito… 😦

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: