Appuntamento

22 12 2007

Aggiornata la sezione “agenda”… con il 2008 ha inizio la Rassegna Letteraria del Galetér di Montichiari… non perdetevi i nostri appuntamenti!!!

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Dalla Plaquette “Cuore al Metronomo”

20 12 2007

Che sorriso inatteso
nacque prima sotto le costole
e poi nel pulsare delle labbra,
senza ardore o dedica,
dove la piazza rugliava
i prometeici sforzi del turista.

Era settembre nitido
illanguidivano i riflessi,
il tavolino del Café
che accoglieva i suoi rimandi
nell’eburneo delle unghie,
accanto alla tazzina.

Il momento, l’assenza
di spiegazioni al tatto,
dimenticare le parole
per un gesto di commiato,
e la sera e i giochi delle luci
i suoi occhi che chiedevano
nuovi “ancora”…

(“L’incontro” by Luke Fante)





LO SCAFFALE – libro II

9 12 2007

 

A casa tengo una libreria in continua espansione e credo che un giorno sarò sopraffatto dal suo volume. In tutte le volte che l’ho osservata, sino ad oggi non mi è mai capitato di trovarvi un ragno, eppure le formiche le ho viste un giorno. Le trovai con il loro allegro zampettare all’interno di un libro di racconti del terrore. Se ne stavano là, proprio dove il giorno precedente avevo infilato il segnalibro. E’proprio una buffa coincidenza trovare dei piccoli insetti in un libro del terrore. A nemmeno un palmo da dove le ho trovate ho infilato un altro libricino di racconti del terrore scritto da una giovane autrice russa. Lì si che le formiche sarebbero state nella giusta circostanza poiché se ne parla in un racconto, eppure per un breve istante mi sono sentito ridicolo nell’immaginarle uscire da quel racconto per andare a invadere un libro differente. Che strano scherzo del destino è stato trovare quelle formiche, inseguirle tra un libro e l’altro, effettuare minuziosi controlli in tutti i volumi circostanti per verificare che non fossero passate anche per altre storie, passare da una mensola all’altra scoprendo quanti siano gli scrittori che usano gli insetti come via maestra per sviluppare la loro storia. Mi sarei potuto fermare presso la metamorfosi di Kafka, ma in realtà non rallentai affatto, e andai invece a bloccarmi presso il sentiero dei nidi di ragno. Mi sono fermato lì perché da tempo stavo cercando la mia scaccia cani e non sapevo più dove poterla trovare se non con la forza della mia immaginazione. Ero talmente sicuro d’averla messa in un posto dove nessuno avrebbe potuto trovarla, ma probabilmente mi ero sbagliato. Trovo sempre così buffe quelle situazioni in cui crediamo di conoscere cose che gli altri non sanno. Le trovo buffe perché in effetti non esistono luoghi che nessuno può conoscere oltre a noi, piuttosto ci piace crederlo per sentirsi dominati da una sorta di sensazione di onniscienza. Non so come ho fatto a pensare che nessuno potesse trovare la mia scaccia cani nell’antello del comodino, che solo quando si apre la porta della camera è la prima cosa che balza all’occhio, eppure io ero talmente convinto della sua segretezza da credere quasi che non esistesse più quel comodino. Lo credevo quasi una mia creazione onirica, un sogno nel sogno, qualcosa privo di una sua fisicità dove poter nascondere tutto ciò che avrei preferito. Un giorno, credo, mi ci sarei nascosto pure io, se solo non fossero arrivate quelle formiche a svegliarmi, a riportarmi alla realtà. Pistole e formiche, le ho ritenute un connubio estremamente interessante anche se devo ammettere che ho rischiato di prendere la cosa con troppa leggerezza. Credo che Calvino non avrebbe accettato un comportamento simile da parte mia.

(by Andyfante)