LO SCAFFALE – libro I

29 11 2007

Sono passati due anni dall’uscita di Lunar Park, ma ancora non riesco a togliermelo dalla testa. Ancora ho nella testa quella frase iniziale.

“sei una perfetta caricatura di te stesso”

Ogni volta che mi cade l’occhio sulla libreria i polpastrelli si sentono obbligati a concedergli almeno una carezza, la mente un pensiero, e le palpebre un attimo di oscurità. Come suo solito, Ellis è sparito dalla circolazione alimentando il mito e le leggende sulla sua vita privata. Il suo sito è bloccato al 2005, con quella sua immagine in bianconero che tanto mi ricorda gli anni ‘30 di Bonnie e Clyde, e io non posso fare a meno di pensare a quella frase dove annuncia il ritiro dalle scene. Resta il fatto che con quel libro, il narratore del vuoto, si è realmente fatto caricatura di se stesso, lottando con tutte le sue forze per scollarsi di dosso l’icona dello scrittore maledetto, capace come pochi di descrive gli anni ’80 statunitensi. Ha intrapreso questa lotta affrontando duramente il, per lui catastrofico, rapporto padre-figlio dimostrando a pieni voti di saper essere anche l’opposto di se stesso: il narratore del pieno. Ma Lunar Park sa essere anche una perfetta caricatura del mondo in cui viviamo oggi, dei nostri sogni e l’assoluta imprevedibilità dei nostri incubi e delle nostre ossessioni.

Ogni volta che le mie dita sfiorano quel libro sento un brivido salirmi sulla schiena e mi domando se anche io, nel mio mondo, sono una perfetta caricatura di me stesso, quando lavoro, quando esco e vado a contatto con altre persone, quando sogno, e soprattutto quando sono assillato dalle mie paure. Tutti noi forse siamo una perfetta caricatura di noi stessi, solo non sempre ce ne rendiamo conto. Sarà questo il fatto?

Anche ora, mentre vi scrivo, sul palmo della mano sinistra tengo il libro, e sono rapito dalla buffa immagine di quel pupazzo che gratta le pareti dei miei incubi. Lo osservo e non posso fare a meno di sentire il suo ghigno, come non riesco a togliermi dalla testa il volto di mio padre, e i contorni dell’immagine del figlio che non ho. Apro nuovamente alla prima pagina e mi rimetto a leggere per l’ennesima volta:

“sei una perfetta caricatura di te stesso”

(by Andyfante)

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One response

15 12 2007
ellepi

forse, l’unica considerazione in leggero d’accordo, è che lunar park è anche troppo ellis per funzionare davvero bene come icona. E non è tanto per la questione dell’ironia – autoironia che mi sembra superflua per un narratore che ha deciso a priori di spaziare in altri territori emotivi; ma molto semplicemente ellis piega l’horror all’horror vacui, e non sempre funziona.

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