Intervista a Deborah Gambetta

13 04 2008

DebDeborah Gambetta è nata a Torino nel 1970 e vive a Massa Lombarda in provincia di Ravenna. Ha studiato Lettere moderne all’Università di Bologna e ha esordito nel 1998 con il romanzo per ragazzi “Viaggio di maturità” (EL Frontiere), con cui ha vinto il Premio Castello nel 1998, il Premio Valtenesi- Narrativa per ragazzi nel 1999 ed è stata finalista al Premio Bancarellino.
Dal 2003 Deborah è riuscita a imporsi all’attenzione dei grandi Editori con altri due romanzi: “La colpa” (pubblicato da Rizzoli) e “Il silenzio che viene alla fine” (Einaudi, 2005).
A questi, si devono aggiungere anche numerosi racconti pubblicati in antologie, quali “Patrie impure” (Rizzoli, 2004) e “Ragazze che dovresti conoscere” (Einaudi, 2004).
Eclettica, vulcanica, ribelle, ma anche malinconica, Deborah Gambetta si lascia intervistare da noi in maniera inusuale. Dimenticandoci delle solite domande, le suggeriamo soltanto alcune parole o alcune frasi da cui prendere spunto per farsi conoscere.
Allora Deborah, se ti dicessi…

 

1) Il silenzio che viene alla fine.E’ un frammento di un verso di una poesia di Adrienne Rich, poetessa americana (Cartografie del silenzio) che ad un certo punto recita così: come il silenzio che viene alla fine/di una notte che due persone hanno passato/parlando fino all’alba. Quando ho letto questa poesia stavo cercando un titolo per il romanzo e poiché volevo c’entrasse il silenzio, questo verso mi sembrava perfetto, mi sembrava che dicesse esattamente il contenuto del romanzo.
Parlare dei propri libri, di cosa c’è dietro, di cosa si è voluto raccontare, è difficile se non impossibile. Quando mi chiedono… (continua a leggere)

 

By Luke Fante




Arthur C. Clarke - epilogo di un’odissea

19 03 2008

Il 18 marzo 2008 è una data destinata ad entrare tristemente nella storia della letteratura mondiale. La morte di Arthur Clark segna la fine della carriera di uno dei tre grandi maestri della fantascienza. Nato in Inghilterra nel 1917, Arthur è divenuto famoso grazie al successo planetario di 2001:Odissea nello spazio, ma ci sono molte altre cose che pochi sanno.

Durante il secondo conflitto mondiale, lavorò per la RAF come esperto di radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di difesa radar che aveva consentito alla RAF di vincere la battaglia contro gli invasori nazisti.
Il suo più importante contributo alla scienza fu però un altro. In un suo romanzo ipotizzò un sistema di satelliti geostazionari da utilizzare per le telecomunicazioni. Oggi la copertura radio e wireless mondiale è fornita appunto da questo sistema, denominato “fascia di Clarke” in suo onore.

Ha pubblicato decine di libri, tra cui saggi, racconti, i quattro romanzi del ciclo “odissea nello spazio” e i quattro del “ciclo di Rama”.
Recentemente ha compiuto 90 anni ed ha registrato un messaggio d’addio su youtube, e, prima di lasciarci, ha ultimato il suo ultimo manoscritto intitolato “The last theory”.

Per vedere il video clicca qui.

(Andrea Garbin)




Holden Caulfield e il moto perpetuo

20 01 2008

“Il giovane Holden”… quanto ho amato quel libro, nemmeno lo immagini! La prima volta che mi è capitato tra le mani sono stato a lungo a rimirarmelo perplesso: chi l’aveva mai vista una copertina bianca, con tanto di riquadro e bianco pure quello?

Allora passavo un sacco di tempo tra le pagine di Caldwell, Fitzgerald, Kerouac… abituato com’ero a storie di perdenti e fuggitivi, di sbevazzate e malinconie, Holden mi spiazzò davvero. La sua è una di quelle storie che sembra scritta apposta per tutti quei soggetti che non sai mai dove schiaffare, che sono ribelli senza esserlo, quelli che non si preoccupano di mettersi in testa un cappello da cacciatore se questo li fa sentir bene, che possiedono una bella valigia pur consapevoli delle implicazioni e conseguenze che ciò comporterà nella loro vita sociale.

Un libro divertente e profondo, che ti parla come farebbe un amico. L’ho letto e riletto, e non contento me lo son pure messo nello zaino e di strada insieme ne abbiam fatta un sacco. Poi, dopo un pò di anni l’ho salutato e non l’ho visto più.
Sai, all’epoca c’era questa ragazza, ed era proprio carina. Ci scambiammo i numeri e la sera mi teneva ore al telefono, quando attaccava a parlare non la piantava più… e se c’è una cosa che odio è il telefono.
L’ho anche vista, naturalmente. L’andavo a prendere in macchina e poi guidavo sino a quand’era ora di riportarla a casa: non ho mai capito cos’è che le zampettava nella testa bacata che si ritrovava, ma la macchina doveva essere in costante movimento. Era fatta così. Bè, una mattina l’ho incrociata per caso, io avevo con me “Il giovane Holden” e senza pensarci su due volte gliel’ho dato e li ho salutati entrambi. Il perché non saprei dirlo, che da allora non li ho mai più né visti né sentiti.

Dopo neanche un’oretta ero sprofondato nello sconforto più totale… mi sentivo come Linus senza la sua stupida coperta, così mi son diretto verso un giardinetto e ho impazientemente atteso che riaprissero le librerie per prenderne un’altra copia.
Da quel giorno ne ho comprate un sacco di altre… perché periodicamente lo regalo e poi mi manca e lo ricompro.

Ogni tanto però non posso fare a meno di ripensare alla mia prima copia e a tutte le cose da matti che abbiamo fatto insieme. Mi sento un po’ in colpa per averla abbandonata a quel modo, ma spero che ora riposi in una bella e calda libreria, con qualcuno che ogni tanto la spolvera e la sfoglia piano. Se lo meriterebbe, perché già allora lei di strada ne aveva fatta tanta.

[Massimo]




Appuntamento

22 12 2007

Aggiornata la sezione “agenda”… con il 2008 ha inizio la Rassegna Letteraria del Galetér di Montichiari… non perdetevi i nostri appuntamenti!!!




Dalla Plaquette “Cuore al Metronomo”

20 12 2007

Che sorriso inatteso
nacque prima sotto le costole
e poi nel pulsare delle labbra,
senza ardore o dedica,
dove la piazza rugliava
i prometeici sforzi del turista.

Era settembre nitido
illanguidivano i riflessi,
il tavolino del Café
che accoglieva i suoi rimandi
nell’eburneo delle unghie,
accanto alla tazzina.

Il momento, l’assenza
di spiegazioni al tatto,
dimenticare le parole
per un gesto di commiato,
e la sera e i giochi delle luci
i suoi occhi che chiedevano
nuovi “ancora”…

(”L’incontro” by Luke Fante)




LO SCAFFALE - libro II

9 12 2007

 

A casa tengo una libreria in continua espansione e credo che un giorno sarò sopraffatto dal suo volume. In tutte le volte che l’ho osservata, sino ad oggi non mi è mai capitato di trovarvi un ragno, eppure le formiche le ho viste un giorno. Le trovai con il loro allegro zampettare all’interno di un libro di racconti del terrore. Se ne stavano là, proprio dove il giorno precedente avevo infilato il segnalibro. E’proprio una buffa coincidenza trovare dei piccoli insetti in un libro del terrore. A nemmeno un palmo da dove le ho trovate ho infilato un altro libricino di racconti del terrore scritto da una giovane autrice russa. Lì si che le formiche sarebbero state nella giusta circostanza poiché se ne parla in un racconto, eppure per un breve istante mi sono sentito ridicolo nell’immaginarle uscire da quel racconto per andare a invadere un libro differente. Che strano scherzo del destino è stato trovare quelle formiche, inseguirle tra un libro e l’altro, effettuare minuziosi controlli in tutti i volumi circostanti per verificare che non fossero passate anche per altre storie, passare da una mensola all’altra scoprendo quanti siano gli scrittori che usano gli insetti come via maestra per sviluppare la loro storia. Mi sarei potuto fermare presso la metamorfosi di Kafka, ma in realtà non rallentai affatto, e andai invece a bloccarmi presso il sentiero dei nidi di ragno. Mi sono fermato lì perché da tempo stavo cercando la mia scaccia cani e non sapevo più dove poterla trovare se non con la forza della mia immaginazione. Ero talmente sicuro d’averla messa in un posto dove nessuno avrebbe potuto trovarla, ma probabilmente mi ero sbagliato. Trovo sempre così buffe quelle situazioni in cui crediamo di conoscere cose che gli altri non sanno. Le trovo buffe perché in effetti non esistono luoghi che nessuno può conoscere oltre a noi, piuttosto ci piace crederlo per sentirsi dominati da una sorta di sensazione di onniscienza. Non so come ho fatto a pensare che nessuno potesse trovare la mia scaccia cani nell’antello del comodino, che solo quando si apre la porta della camera è la prima cosa che balza all’occhio, eppure io ero talmente convinto della sua segretezza da credere quasi che non esistesse più quel comodino. Lo credevo quasi una mia creazione onirica, un sogno nel sogno, qualcosa privo di una sua fisicità dove poter nascondere tutto ciò che avrei preferito. Un giorno, credo, mi ci sarei nascosto pure io, se solo non fossero arrivate quelle formiche a svegliarmi, a riportarmi alla realtà. Pistole e formiche, le ho ritenute un connubio estremamente interessante anche se devo ammettere che ho rischiato di prendere la cosa con troppa leggerezza. Credo che Calvino non avrebbe accettato un comportamento simile da parte mia.

(by Andyfante)




LO SCAFFALE - libro I

29 11 2007

Sono passati due anni dall’uscita di Lunar Park, ma ancora non riesco a togliermelo dalla testa. Ancora ho nella testa quella frase iniziale.

“sei una perfetta caricatura di te stesso”

Ogni volta che mi cade l’occhio sulla libreria i polpastrelli si sentono obbligati a concedergli almeno una carezza, la mente un pensiero, e le palpebre un attimo di oscurità. Come suo solito, Ellis è sparito dalla circolazione alimentando il mito e le leggende sulla sua vita privata. Il suo sito è bloccato al 2005, con quella sua immagine in bianconero che tanto mi ricorda gli anni ‘30 di Bonnie e Clyde, e io non posso fare a meno di pensare a quella frase dove annuncia il ritiro dalle scene. Resta il fatto che con quel libro, il narratore del vuoto, si è realmente fatto caricatura di se stesso, lottando con tutte le sue forze per scollarsi di dosso l’icona dello scrittore maledetto, capace come pochi di descrive gli anni ’80 statunitensi. Ha intrapreso questa lotta affrontando duramente il, per lui catastrofico, rapporto padre-figlio dimostrando a pieni voti di saper essere anche l’opposto di se stesso: il narratore del pieno. Ma Lunar Park sa essere anche una perfetta caricatura del mondo in cui viviamo oggi, dei nostri sogni e l’assoluta imprevedibilità dei nostri incubi e delle nostre ossessioni.

Ogni volta che le mie dita sfiorano quel libro sento un brivido salirmi sulla schiena e mi domando se anche io, nel mio mondo, sono una perfetta caricatura di me stesso, quando lavoro, quando esco e vado a contatto con altre persone, quando sogno, e soprattutto quando sono assillato dalle mie paure. Tutti noi forse siamo una perfetta caricatura di noi stessi, solo non sempre ce ne rendiamo conto. Sarà questo il fatto?

Anche ora, mentre vi scrivo, sul palmo della mano sinistra tengo il libro, e sono rapito dalla buffa immagine di quel pupazzo che gratta le pareti dei miei incubi. Lo osservo e non posso fare a meno di sentire il suo ghigno, come non riesco a togliermi dalla testa il volto di mio padre, e i contorni dell’immagine del figlio che non ho. Apro nuovamente alla prima pagina e mi rimetto a leggere per l’ennesima volta:

“sei una perfetta caricatura di te stesso”

(by Andyfante)




Aggiornamenti

25 11 2007

Aggiornate le sezioni “Chi siamo”, con l’inserimento della Bio-Bibliografia di Sara Bellingeri e “Agenda”, con la foto scattata durante la nostra prima uscita a Castel Goffredo (MN).




Nuovi riconoscimenti…

25 11 2007

Ancora gloria per un’ altra consorella… Roberta De Tomi è stata selezionata tra i finalisti del concorso indetto dalla Casa Editrice il Fiorino, con il racconto “Giulietta non muore mai“.

Il testo verrà pubblicato in un’antologia di scrittori modenesi.




Un successo tira l’altro…

30 10 2007

Ancora riconoscimenti a due autori della Confraternita dell’Uva.

  • Sara Bellingeri si piazza al 1° posto nella sezione “racconto inedito” al Premio Eraldo Miscia-Città di Lanciano
  • Lorenzo Mari si piazza al 1° posto nella sezione “silloge inedita” al Premio Guido Gozzano

A loro i ns più sinceri complimenti! :-)